Come curare l’insonnia con un efficace rimedio omeopatico
Quella che segue è una ricetta per realizzare in casa un efficace rimedio omeopatico per combattre l’insonnia. Secondo l’omeopatia un problema si puó risolvere partendo da una sostanza che non diluita provocherebbe (o accentuerebbe) il problema stesso.
Nel caso dell’insonnia possiamo quindi partire con quella sostanza che piú di tutte vi blocca il sonno, per alcuni il caffé é sufficiente, ma potete decidere di usare una redbull o nei casi piú gravi la bevanda “monster”.
Decisa qual’è la sostanza di partenza piú idonea per voi, la ricetta é la seguente: prendete 1ml della sostanza e diluitela in 99ml di acqua (consiglio un’acqua di qualità, da almeno 2€ a bottiglia), ora dovete energizzare il risultato mescolando in senso orario (se c’é la luna piena ed il vostro ascendente allineato ancora meglio!) molto lentamente ed a ritmo costante per 120 secondi.
Una volta energizzato il composto abbiamo ottenuto già una prima versione blanda del rimedio (che chiameremo rimedio Rubboli anti-insonnia 1CH). Ma il rimedio puó essere ancora migliorato, per farlo prendiamo 1ml di rimedio Rubboli anti-insonnia 1CH e diluiamolo con 99ml di acqua e ripetiamo l’operazione per ottenere il rimedio Rubboli anti-insonnia 2CH, e cosi via fino a raggiungere una diluizione di 12CH. A questo punto la cosa si fà parecchio interessante perché a questo livello di diluizione é praticamente impossibile trovare anche una sola molecola della sostanza che abbiamo usato inizialmente, che sia questa redbull o caffé poco importa.
Ma si puó sempre fare di meglio, secondo l’omeopatia maggiore é la diluizione, maggiori saranno i risultati, quindi potete scegliere se continuare fino a 20CH o spingervi oltre tenendo presente che i rimedi con una diluizione di 200CH sono tra i più potenti. Scegliete voi quale livello di diluizione preferite in base a quanto ritenete grave il vostro problema.
Un piccolo consiglio da parte mia, una volta preparato il rimedio con tanto tempo e fatica, lasciatelo perdere e bevetevi un bel bicchiere d’acqua fresca, il risultato sarà lo stesso ma voi vi sarete almeno dissetati!
la BOIRON minaccia i blogger?
Mi è già capitato di scrivere riguardo all’omeopatia e chi mi conosce sa bene come la penso. Ma è successo che una nota multinazionale che produce farmaci omeopatici, la BOIRON, ha deciso di minacciare un blogger per alcuni post ad essa riferiti (link al primo ed al secondo).
Ho sempre creduto che fosse l’ignoranza a permettere a queste pratiche di diffondersi, infatti appena si spiega in dettaglio come funzionano la gente capisce che si tratta di cialtronerie. Immagino che sia per questo che la multinazionale (689 milioni di euro di incassi nel 2010, oltre 4000 dipendenti) si sia messa a minacciare chi ne parla.
Temo che la Boiron abbia capito ben poco di Internet, una minaccia ad un blogger non può che trasformarsi in un boomerang per loro, infatti la vicenda sta facendo il giro della rete ed ora i siti da minacciare si moltiplicano a macchia d’olio! La Boiron avrebbe dovuto munirsi di pazienza, ed anziché far scrivere una lettera minatoria dal loro avvocato avrebbe dovuto fare come fanno tutti, ovvero commentare il blog spiegando perché e dove vi sono errori, e perché l’omeopatia invece funziona… sempre che questo sia possibile.
UPDATE, aggiungo un video divertente sull’omeopatia:
ruby performances
When you’re digging into your code in order to increase the performances you probably have to know a couple of things about how the ruby interpreter works. I’ve completed a couple of tests with several interpreters to show you how a simple change can impact.
The ruby interpreters i’ve used in these tests are:
- ruby 1.9.2p180 (2011-02-18 revision 30909) [x86_64-darwin10.6.0]
- ruby 1.8.7 (2010-12-23 patchlevel 330) [i686-darwin10.7.0]
- MacRuby 0.8 (ruby 1.9.2) [universal-darwin10.0, x86_64]
- jruby 1.5.6 (ruby 1.8.7 patchlevel 249) (2010-12-03 9cf97c3) (Java HotSpot(TM) 64-Bit Server VM 1.6.0_24) [x86_64-java]
Every time you call a method the ruby interpreter uses a hash structure for the lookup, this is an expansive task, so you can avoid this lookup every time you need to access an instance variable doing it directly with @variable instead of the attr_accessor methods.
This is the test script:
This is the result of the test in seconds (you can see the raw data here)

Another interesting optimization you can probably do is to use the interpolation whatever is possible. Look at this example:
this is the result of the test (and raw data):

auction system using bayeux and node.js
Imagine you want to serve a page with a list of auctions and you want to keep your users aware of what’s happening. For example when someone clicks the buyout button you want to let them know that the auction is sold out, and remove it from the page in real time. Imagine you have thousands connected users and hundreds auctions, how do you prevent the system from collapsing?
The answer is probably the bayeux protocol. There are several implementation out there, the one that I’m going to show you is Faye running over node.js.
Bayeux protocol allow us to create several channels where users can subscribe to, so we’re going to create a channel for each auction we’re running, each event we send to a single channel is propagated all over the other users. Please note, this is just an example and there are no security checks implemented, so don’t use that in the real world.
So, first of all we need to build up the server, this works fine (I assume you have node and faye already installed):
and run it as usual with: node bayeux_server.js
the default node server block is used to handle non bayeux requests.
Now we have to build the client, this is an example:
The channel subscription is made manually just to allow you understanding what’s happening. When you click ‘bid’ the message is sent to the server, and every browser with the page opened will receive the message for the subscribed auctions.
You can use both ruby and Faye on your server enviroment but just Faye for Rack.
#report e la rete
La puntata di ieri di report (o qui disponibile con tecnologia silverlight) ha scatenato le ire degli internauti che popolano i vari social network. A me la puntata in questione è piaciuta, forse perché non sono mai stato un’entusiasta dei social network, forse perché vedo la rete anche dal punto di vista tecnico e ne conosco bene le problematiche di sicurezza e non la vivo solo come utilizzatore, forse perché nello specifico Zuckberg non mi è mai andato a genio, ma sta di fatto che i problemi affrontati sono concreti e sfido a raccontarli con altrettanta chiarezza a chi non è un’addetto ai lavori.
Edit: aggiungo un video su google
Lettera a Margherita Hack
Buongiorno Sig.ra Hack
mi chiamo Enrico Rubboli, ho deciso di scriverle perché non sono d’accordo (penso che sia la prima volta che succede) con quanto lei ha dichiarato a Il Giornale in merito al Nucleare, pertanto vorrei capire meglio il suo punto di vista.
Io credo che i problemi legati al nucleare siano sostanzialmente 3: il costo, le scorie ed il legame ad una risorsa non rinnovabile e non presente nel nostro paese.
Inoltre concordo con le sue preoccupazioni sulla poca serietà degli Italiani, questo è un atteggiamento che spero potrà cambiare in futuro indipendentemente da tutto!
Dato per scontato che vogliamo tutti ridurre l’uso di carbone/gas/petrolio dobbiamo scegliere se usare il nucleare o concentrarci esclusivamente su altre fonti energetiche.
E’ difficile fare confronti con i costi perché:
1) non sappiamo tra 10-15 anni (quando sarà produttiva un’eventuale centrale che inizieremo a costruire oggi) quali saranno e quanto costeranno le tecnologie relative alle rinnovabili, tuttavia vi sono interessanti progetti in corso come il Progetto Archimede di Carlo Rubbia che tralaltro risolve, almeno in parte, il problema della continuità energetica (e non fa uso di silicio). Inoltre la Germania ipotizza che il costo del fotovoltaico sarà competitivo senza incentivi intorno al 2017 [1].
2) Non sappiamo quali saranno i costi del nucleare, visto che non sappiamo ancora come gestire le scorie ed è difficile prevedere quello di decommissioning delle centrali. Ad esempio la centrale francese Brennilis (il primo decommissioning francese) ha avuto un costo di smantellamento 20 volte superiore a quello stabilito inizialmente (480 milioni di Euro), e si trattava di una piccola centrale da 70MW. [2] Ancora paghiamo (e salato) il decommissioning delle vecchie centrali italiane (4.3 miliardi di euro [3]).
Sul fronte sicurezza a mio avviso non vi è solo la centrale nucleare in sè a destare preoccupazioni, ma soprattutto lo stoccaggio delle scorie (potenzialmente interessanti per ogni gruppo terroristico) che dev’essere fatto per tempi lunghissimi. Certo un domani forse potremo trovare un modo sicuro per renderle innocue, ma oggi no! Sono proprio i tempi il problema principale delle centrali nucleari, si tratta di una scelta che facciamo oggi ma che ci vincolerà per sempre!
Considerando costruzione, vita e smantellamento una centrale dev’essere custodita per 90-100 anni almeno e negli ultimi 100 anni abbiamo avuto 2 guerre mondiali, decine di guerre minori, decine di eventi catastrofici e due crisi economiche globali.
Nel caso degli impianti che si vorrebbero costruire in Italia (EPR) il problema delle scorie è ancora più grave, questi generano Iodio-129 che ha una emivita di 16 milioni di anni e rimane pericoloso per circa 160 milioni di anni [4]. Questi sono i tempi della fissione nucleare.
Inoltre vi è da considerare che l’uranio non è infinito, non è presente in Italia ed il suo costo è inevitabilmente destinato a salire.
Ecco perché ritengo che sia importante affrontare il problema energetico diversamente, spingendo (come ha anche lei detto) nell’aumentare l’efficenza energetica da una parte, e su un forte uso delle energie rinnovabili dall’altra.
Grazie,
Enrico Rubboli
[1] http://www.ilsole24ore.info/art/tecnologie/2011-03-10/fotovoltaico-dinamico-065058.shtml?uuid=AavTFtED&p=2
[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Brennilis_Nuclear_Power_Plant
[3] http://www.opef.it/userfiles/Decommissioning_e_sistemazione_materiali.pdf
[4] http://www.olkiluoto.info/fi/30/3/158/
Serve una riflessione
Persino il neonuclearista Chicco Testa oggi ha dichiarato: “Sarebbe davvero sciocco far finta di niente. E’ stato un incidente molto, molto grave, il governo italiano sta facendo quello che sta facendo tutta l’Europa, una riflessione” (fino a pochi giorni fa era invece convinto che l’incidente era la dimostrazione dell’assoluta sicurezza delle centrali nucleari).
La mia preoccupazione è che questa riflessione, che improvvisamente invocano tutti, non serva ad altro che far calare l’attenzione in vista del referendum, per poter evitare il quorum.
D’altronde anche il “ministro dell’Ambiente” Prestigiacomo si è detta preoccupata (per la poltrona e non per le conseguenze delle sue scelte): “Basta, non possiamo perdere le elezioni per il nucleare. E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese”.
Qui ho scritto perché penso sia invece importantissimo mantenere alta l’attenzione ed andare a votare al referendum.
don’t panic – “No a scelte dettate dalle emozioni” sul nucleare
Oggi do ragione a tutti quanti dicono che non si può reagire in modo emotivo. E’ assolutamente vero, non ha senso oggi dire no al nucleare in base a quanto stà avvenendo in Giappone. Quel che stà accadendo è senza ombra di dubbio terrificante per tutti, ma i rischi del nucleare si conoscevano già prima, e non ha senso cambiare idea perché quel che si sapeva sarebbe potuto accadere sta accadendo. Quando si fa una scelta di questo tipo sono tre le variabili da considerare: costi, benefici e rischi e nessuna di queste è cambiata dopo l’incidente a Fukushima. E’ ovvio anche che dobbiamo pensare al futuro e cambiare la nostra politica energetica, perché le risorse alle quali abbiamo fatto affidamento fino ad ora (petrolio/gas/carbone) sono in esaurimento e con costi sempre crescenti (senza parlare del fattore inquinamento – che tuttavia è una variabile che non è cambiata nel tempo).
Inoltre hanno ragione gli specialisti, nel dire che le centrali moderne sono di gran lunga più sicure di quelle del passato, non c’è ombra di dubbio che la variabile “rischi” (degli impianti) è notevolmente ridotta negli ultimi anni.
How we do scrum
As an Agile method, scrum is based upon an iterative process and each iteration, also known as a “sprint”, should contain the three steps needed to improve how you would conduct a scrum: observe, form a hypothesis, test it. Nothing more than a scientific method.
So this document describes how we do scrums today, but we can (and should) improve it again and again. This is done during the Retrospective Meeting as described below.





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