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Archive for August, 2007

Morire di fame per trasportare merci?

Ho provato un misto tra incredulità e divertimento quando ho letto che Il mondo rischia di finire il cibo: Troppi campi dedicati al biofuel sul sito di repubblica, che poi riporta un’articolo di The Guardian Inglese. Non riesco a capire se è una delle solite distorsioni del problema, come è avvenuto anni fa quando era esploso il problema della nube tossica che sovrastava l’asia (approposito, qualcuno sa che fine ha fatto?), in quel caso qualcuno era arrivato ad accusare i fornellini vecchi usati dagli abitanti dell’India, l’obiettivo in questo caso è di screditare l’uso di combustibili alternativi e con un’impatto ambientale leggermente inferiore al petrolio, oppure un’allucinazione totale.
Il problema della carenza di cibo esiste già senza bisogno allarmarci sull’incremento dell’uso del biofuel, sono anni che è irrisolto e dovrebbe essere considerato una priorità, è risaputo da anni che se le nazioni in sviluppo (principalmente Cina e India) dovessero puntare a consumi anche solo simili a quelli di Stati Uniti e Europa il sistema collasserebbe in pochissimo tempo. Il problema della carenza e cattiva distribuzione del cibo ha una soluzione già da tempo, la macchina con il più scarso rendimento energetico è paradossalmente l’uomo e la ragione è molto semplice, il rapporto che esiste tra il rendimento di una dieta tradizionale e di una dieta vegana è di circa dieci ad uno, quindi la macchina uomo con alimentazione tradizionale ha un rendimento di circa 10%. E’ molto più efficiente il tanto citato motore a scoppio che ha un rendimento energetico di circa il 25-30%.
Da un’analisi sull’impatto ambientale delle varie diete si legge che di tutti i raccolti prodotti soltanto un 34% viene usato direttamente per sfamare l’uomo, il restante è destinato agli allevamenti di polli, vacche e animali che poi verranno destinati successivamente all’uomo. Per produrre un Kg di proteine animali sono necessari fino a 10Kg di proteine vegetali tutto il resto viene trasformato in feci e gas metano molto dannosi per l’ambiente, soltanto in italia vengono prodotti ogni anno 19 milioni di tonnellate di deiezioni non adatti alla fertilizzazione. Per produrre 1Kg di patate sono necessari ben 500 litri di acqua, mentre per produrre 1Kg di manzo servono 100.000 litri di acqua. Questo paradosso rende necessario l’uso di tecniche intensive di allevamento e coltivazione con tutte le conseguenze note, ovvero massicci usi di pesticidi, antibiotici ecc. (non inserisco qui gli OGM perché questi hanno un altro scopo, ne parlerò in un altro post).
In altre parole, Stati Uniti ed Europa possono continuare ad alimentarsi con cosi’ elevate quantità di carne soltanto perché stanno sfruttando il suolo e l’ambiente dei paesi poveri. Il brasile ad esempio conta 16 milioni di persone malnutrite, ma esporta allo stesso tempo 16 milioni di tonnellate di soia destinati agli allevamenti intensivi.
La soluzione è quindi scritta anche sulle pagine di repubblica:
“Ad accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c’è il boom demografico ed economico di Cina e India [..] anche perché cinesi ed indiani stanno abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di un’alimentazione più “americana”, che contiene più carne e latticini.”
Bisogna agire sulla macchina uomo ed aumentarne il rendimento, cambiando alimentazione. Diminuire drasticamente il consumo di carne e latticini è la soluzione.