Lo Zen e l’arte di non pensare
Conosco diverse persone che si occupano (alcune di mestiere) delle cosidette medicine alternative o naturali, io stesso (come sempre curioso) in passato ho studiato parecchio il tema. Dopo molte riflessioni credo di aver trovato qual’è tra i tanti difetti dell’approccio alternativo (occidentale) quello più dannoso: l’influenza del taoismo. ![]()
Il taoismo è una filosofia religiosa di origine cinese che ha influenzato bene o male tutte le altre discipline. In particolare sono permeati i concetti di yin e yang. La ricerca dell’equilibrio e del benessere sono obiettivi nobili che condivido appieno, e questo è lo yin e yang: equilibrio. Ad esempio nella macrobiotica la salute è raggiunta (o meglio mantenuta) attraverso l’equilibrio degli alimenti, il risultato è un’alimentazione molto neutra dove ogni eccesso yin è bilanciato con uno yang e viceversa.
A parte la soggettività nella classificazione yin/yang e diversi principi validi in oriente riportati pari pari in occidente, il problema vero nasce quando si inizia a vedere tutto bianco o nero, buono o cattivo.
Quindi la medicina alternativa è buona, quella tradizionale è cattiva. Le “cose chimiche” (bisognerebbe dire di sintesi visto che senza chimica non esisteremmo) sono cattive mentre le “cose naturali” sono buone (provate a mangiare 10-15 bacche di belladonna .. tanto per dirne una), le alghe hijiki sono bene qualsiasi cosa che contiene zucchero è male.
Credo sia proprio questa visione in bianco e nero il danno peggiore delle medicine naturali, un’abitudine a categorizzare le cose senza ponderare i contesti, annullare il pensiero critico e la capacità di approfondire i concetti. D’altra parte l’annullamento della capacità critica è l’unico modo che hanno le multinazionali farmaceutiche che vendono prodotti omeopatici di poter sopravvivere, visto che non sono mai state in grado di dimostrarne l’efficacia. Per non parlare di altre fantasiose discipline più recenti come i fiori di Bach che vanno tanto di moda oggi o i rimedi del maestro, dove se non è l’effetto placebo (risultato ottenibile anche con acqua) è la profezia che si autoadempie. Ma tanto l’essere umano è portato a credere per natura.

Beh Enrico, noi siamo sempre esistiti in un contesto (che non definirei equilibrato) con il quale abbiamo impiegato secoli a prendere confidenza. Sappiamo fare la marmellata e sappiamo evitare il botulino, riconosciamo i funghi commestibili da quelli velenosi, sappiamo che il pesce palla va tagliato in un determinato modo: questo è il rapporto che abbiamo con il mondo, che non ha proprio nulla di sicuro ma ha molto di sperimentato.
La chimica (in senso accademico) esiste bene o male da qualche decennio, ed è entrata in ogni ambito. A parte che è la causa di molte delle nostre malattie, abbiamo notato in questi anni che la chimica è troppo potente e troppo efficace per poterla utilizzare a cuor leggero: spesso le medicine allopatiche curano un male e ne causano altri due. Utilizzare farmaci di sintesi con troppa faciloneria è come comprarsi un iPhone: poi vieni risucchiato da un vortice autoreferenziale da cui non hai scampo, e devi prendere altre pastiglie contro gli effetti delle precedenti pastiglie e così sempre di più.
Un altro aspetto è quello alimentare: carne pesce e verdure sono vittime della chimica che viene ampiamente usata per allevare e coltivare ed entra attraverso l'alimentazione negli organismi di tutti.
Lo so, perché ti conosco, che non stai difendendo la chimica, altrimenti saresti anche tu "vittima" del taoismo. Però a me piace l'arte del non pensare, perché credo che il pensiero non sia il nostro vero io, come siamo culturalmente portati a credere, ma sia solo un pezzetto che occorrerebbe saper controllare alla pari dei muscoli e delle emozioni. Non vorrei sembrare un vecchio freakettone pieno di LSD, ma dico che abbiamo una sensibilità sopita che ci aiuta ad orientare le nostre scelte, anche quelle terapeutiche, la stessa sensibilità che possiedono certi animali nel capire anche quando è l'ora i morire perché, per concludere, un altro grande problema cui la chimica ha contribuito è che ci siamo allontanati dalla nostra natura mortale e non sappiamo più accettare che a certi mali non c'è rimedio, semplicemente.
Il problema è quando quella sensibilità della quale siamo dotati è sfruttata da multinazionali farmaceutiche che cercano di vendere acqua sporca (leggi omeopatia) o altre stregonerie simili, e altre soluzioni che magari sarebbero efficaci vengono bollate come malvagie solo perchè il processo di sintesi è chimico, poi magari le stesse persone vanno al mc donalds a mangiare e bevono red bull.