Buongiorno Sig.ra Hack
mi chiamo Enrico Rubboli, ho deciso di scriverle perché non sono d’accordo (penso che sia la prima volta che succede) con quanto lei ha dichiarato a Il Giornale in merito al Nucleare, pertanto vorrei capire meglio il suo punto di vista.
Io credo che i problemi legati al nucleare siano sostanzialmente 3: il costo, le scorie ed il legame ad una risorsa non rinnovabile e non presente nel nostro paese.
Inoltre concordo con le sue preoccupazioni sulla poca serietà degli Italiani, questo è un atteggiamento che spero potrà cambiare in futuro indipendentemente da tutto!
Dato per scontato che vogliamo tutti ridurre l’uso di carbone/gas/petrolio dobbiamo scegliere se usare il nucleare o concentrarci esclusivamente su altre fonti energetiche.
E’ difficile fare confronti con i costi perché:
1) non sappiamo tra 10-15 anni (quando sarà produttiva un’eventuale centrale che inizieremo a costruire oggi) quali saranno e quanto costeranno le tecnologie relative alle rinnovabili, tuttavia vi sono interessanti progetti in corso come il Progetto Archimede di Carlo Rubbia che tralaltro risolve, almeno in parte, il problema della continuità energetica (e non fa uso di silicio). Inoltre la Germania ipotizza che il costo del fotovoltaico sarà competitivo senza incentivi intorno al 2017 [1].
2) Non sappiamo quali saranno i costi del nucleare, visto che non sappiamo ancora come gestire le scorie ed è difficile prevedere quello di decommissioning delle centrali. Ad esempio la centrale francese Brennilis (il primo decommissioning francese) ha avuto un costo di smantellamento 20 volte superiore a quello stabilito inizialmente (480 milioni di Euro), e si trattava di una piccola centrale da 70MW. [2] Ancora paghiamo (e salato) il decommissioning delle vecchie centrali italiane (4.3 miliardi di euro [3]).
Sul fronte sicurezza a mio avviso non vi è solo la centrale nucleare in sè a destare preoccupazioni, ma soprattutto lo stoccaggio delle scorie (potenzialmente interessanti per ogni gruppo terroristico) che dev’essere fatto per tempi lunghissimi. Certo un domani forse potremo trovare un modo sicuro per renderle innocue, ma oggi no! Sono proprio i tempi il problema principale delle centrali nucleari, si tratta di una scelta che facciamo oggi ma che ci vincolerà per sempre!
Considerando costruzione, vita e smantellamento una centrale dev’essere custodita per 90-100 anni almeno e negli ultimi 100 anni abbiamo avuto 2 guerre mondiali, decine di guerre minori, decine di eventi catastrofici e due crisi economiche globali.
Nel caso degli impianti che si vorrebbero costruire in Italia (EPR) il problema delle scorie è ancora più grave, questi generano Iodio-129 che ha una emivita di 16 milioni di anni e rimane pericoloso per circa 160 milioni di anni [4]. Questi sono i tempi della fissione nucleare.
Inoltre vi è da considerare che l’uranio non è infinito, non è presente in Italia ed il suo costo è inevitabilmente destinato a salire.
Ecco perché ritengo che sia importante affrontare il problema energetico diversamente, spingendo (come ha anche lei detto) nell’aumentare l’efficenza energetica da una parte, e su un forte uso delle energie rinnovabili dall’altra.
Grazie,
Enrico Rubboli
[1] http://www.ilsole24ore.info/art/tecnologie/2011-03-10/fotovoltaico-dinamico-065058.shtml?uuid=AavTFtED&p=2
[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Brennilis_Nuclear_Power_Plant
[3] http://www.opef.it/userfiles/Decommissioning_e_sistemazione_materiali.pdf
[4] http://www.olkiluoto.info/fi/30/3/158/
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